… si prega di effettuare i bisogni (urina) all’interno

imposto per sangue, il nome-cognome; persino il sopran-nome è fuori di me, te, lui.
la rivolta, non utilizzandoli, scegliendo di scrivere anonimo; di non accettare commenti; di non inserire fellatio, link, parentele oscene.
rubando parole, che poi non hanno appartenenza; rifiutando la citazione
dePopizzazione del Mondo
depopizzare. dunque: avverto l’esigenza di dia-logo.
esiste una funzionalità della piattaforma. si possono invitare altri utenti, scegliendo quali diritti attribuire loro.
comunque… la deriva pop non è arrestabile. il flusso di informazioni non è interrompibile.
la Propaganda non ha limiti.
tutto è Propaganda
POPizzazione del mondo
che tutti abbiamo gli stessi riferimenti.
che tutti diciamo le stesse parole.
che nessuno ha letto quel libro là, ma un sacco han visto il film dove si ruba l’idea. e un sacco ne parla e l’idea del libro, che è rubata ai greci (come tutto: mito poiesis ecc.) passa come comune.
ovvero: popolare.
che poi, a casa mia, popolare voleva dire tutt’altro.
così
dico: così.
pensavo delle cose, che non mi va di scrivere. che voglio custodire, a chiave.
ma ora penso: se le parole son di tutti, che senso ha custodirle, nasconderle?
qualcosa riguardo il grottesco e il ridicolo, ridere che nasce dall’essere oggetti degli esseri; e quindi il contrario? se la tragedia diviene ridicola, il ridicolo diventa tragico? e divenendolo, torna tragico e così via?
così, insomma.