1999. cargo. [che succede?]
evidentemente il motivo per cui uno scrive è cercare di riempire dei vuoti. si tende a riempire i vuoti. uno legge delle cose e si fa l’idea che tra le cose scritte esistano dei vuoti, e si dà fare per scrivere lui le cose che possono riempire quei vuoti. in realtà non esiste nessun vuoto. in realtà è già tutto pieno. solo che la nostra mappa fa acqua, è per questo che si continua a scrivere. per lo più sempre le stesse cose.
che succede? da quando penso che le parole sono di tutti, che non facciamo che ri-pe-ter-ci, in ogni libro trovo scritto che le parole son di tutti, che non facciamo che ri-pe-ter-ci.
che succede? c’è scritto davvero?