le parole: magra, fantasia, extraterrestre
Allora: dovrei scrivere di questa ragazza, che ho appena incontrato; solo perché magra, ma magra sul serio, davvero, con le vene che si vedono – e poi bianca, malata. E mi ha sempre attratto la disarmonia, e la sua sono due tette enormi, fuori luogo, che è magra e bianca, perché a mare non ci va, per questa sua armonia disarmonica.
E invece ho sempre in mente il Progetto primario: e penso (’fanculo alle disarmonie, e ‘fanculo al fatto che mi piacciono; ‘fanculo anche alla parola tette), penso che abbiamo del tutto sprecato la Fantasia, che non esiste. Come Umanità l’abbiamo sprecata, narrando di uomini che viaggiano per il cosmo, incontrando il Mito greco, a fare le solite vecchie cose; favole favole e favole, mondi extraterrestri identici, del tutto, al mondo terrestre; regni, amori, famiglia e cheduepalle.
Non è possibile scrivere altro, non ci sono più libri, più parole.
Sono finite. Tette.