che poi dimentico di scrivere
Per quanti sono l’amico interessante di o il tizio odioso che; persino quello che c’ho parlato una volta sola e ha detto solo io vado a pisciare?
Quante cose mi hanno sfiorato, quante volte sono stato quello che sì, ma, è che mi ha detto lei che, quanti di voi non mi si sono avvicinati, chessò io, una sera nel posto che sto sempre lì, per chiedermelo, se lo sono davvero, il tizio odioso che o se so dire solo io vado a pisciare?
E già che, alla fine, è un paesello, basta dire ciao e chiedere se la vita è davvero questa, così come la vediamo; o, più semplicemente, pretendere di parlarne, di ogni qualsiasi.
Che non avrò sempre il sorriso da ebete in faccia, ma a volte, sì, ce l’ho davvero ed è un dato di fatto, ché sto pensando a una cosa strana, da segnare s’un foglietto, per non dimenticarla – e che poi dimentico di scrivere, tipo che l’amore non esiste, non nel mio dialetto, almeno.
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